Luglio 2020: venerdì a San Giorgio, sabato al balcone

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29 Giugno 2020

 

Tornano gli spettacoli dal vivo, sebbene profondamente condizionati dalle misure di prevenzione anti-Covid. Ma da un problema può nascere un’opportunità, così la rassegna cittadina della Fondazione Varrone, presentata stamattina a Palazzo Potenziani, si fa in due: ad una serata fissa a Largo San Giorgio nei cinque venerdì di luglio seguirà, il sabato, una serata nei cortili di quattro condomini Ater.
Qui gli spettacoli saranno riservati agli inquilini, che potranno assistervi restando in finestra o al balcone, così da evitare quegli assembramenti tutt’ora vietati dalle norme di sicurezza sanitaria. Ma questo ci consentirà di allargare la potenziale platea di spettatori e di proporre spettacoli teatrali e concerti anche in quartieri di solito esclusi dalla programmazione culturale cittadina.
La rassegna avrà un’anteprima il pomeriggio del 3 luglio a Contigliano, a beneficio degli anziani e del personale della casa di riposo Alcim, quale omaggio a tutti coloro che hanno vissuto e lavorato in uno dei Centri Covid della provincia più colpito dalla pandemia.
Spazio anche ai volontari della Mensa di Santa Chiara, che durante il lockdown hanno addirittura moltiplicato gli interventi: saranno presenti durante le serate a San Giorgio per raccogliere fondi.

Lo spirito della rassegna

“Abbiamo voluto questa rassegna nonostante le mille difficoltà perché crediamo che la gente, dopo tanta paura e in mezzo a tanti problemi, ora abbia bisogno di un po’ di leggerezza – ha detto il presidente della Fondazione Varrone Antonio D’Onofrio – La musica e il teatro torneranno a Largo San Giorgio, così da riaccendere la luce in questo splendido angolo di centro storico, e toccheranno quartieri della città che almeno noi non avevamo mai raggiunto e di questo ringraziamo l’Ater, che sposando l’iniziativa ci ha aperto i cortili dei suoi condomini. Raggiungere la gente là dove vive non è solo un espediente dettato dalle norme anti Covid: per noi è il tentativo di promuovere cultura e partecipazione anche in periferia, perché non è l’economia che traina il sociale ma il contrario”.
“Abbiamo aderito con convinzione ed entusiasmo all’iniziative della Fondazione Varrone che ha il merito di essere innovativa e di allargare il perimento del centro città e quello della partecipazione - ha detto il commissario straordinario dell’Ater Giancarlo Cricchi – Siamo convinti infatti che la qualità della vita e della convivenza delle comunità locali non passi soltanto dalla cura del patrimonio immobiliare e della manutenzione ma anche dall’offerta di momenti di aggregazione, socialità e cultura”.
“Portare musica e teatro fuori dai salotti buoni e fin nei cortili dell’Ater è un’iniziativa che sposa una visione di città policentrica che fa onore alla Fondazione Varrone – ha detto il sindaco di Contigliano Paolo Lancia – Molto importante è anche quest’attenzione all’Alcim di Contigliano, che continua anche dopo la delicatissima fase dell’emergenza e di questo la ringraziamo”.
“A Largo San Giorgio e nei cortili dei condomini porteremo l’energia del teatro e della grande musica italiana – ha detto Pino Di Buduo – In questo momento serve forza, serve slancio e quale bacino migliore che non la tradizione italiana”.
“Questa rassegna è un piccolo segnale anche per il mondo degli artisti, un mondo che si è fermato il 3 marzo e che fatica a ripartire – ha detto Paolo Fosso – Al teatro e all’Opera citati da Pino, mi permetto di aggiungere la poesia, che sarà un altro ingrediente della rassegna. E se i teatri sono fuori uso ci sono le piazze e i cortili, dove ci andremo a cercare il pubblico, tirando via quella patina di polvere e di noia che spesso avvolge cultura e poesia”.
“Tutto serve in questa fase – ha detto Stefania Marinetti, della Mensa di Santa Chiara – A me non piace ridurre il nostro servizio in numeri ma credeteci, quest’emergenza ha fatto saltare tanti equilibri anche personali e familiari. Abbiamo fatto quello che abbiamo potuto, anche con il sostegno costante e concreto della Fondazione Varrone, abbiamo tenuto accesi i telefoni anche di notte. E la notte non è ancora finita”.

 

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