Addio don Lorenzo, lascia alla città un’eredità spirituale e culturale ricchissima

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04 Agosto 2020

Riorganizzare la memoria, valorizzare le radici francescane della valle reatina: così monsignor Lorenzo Chiarinelli chiuse l’incontro della città con Franco Cardini sulla Rieti medievale del 17 gennaio scorso, invitando tutti a lavorare di più e meglio per dare alla città un presente e un futuro all’altezza del suo luminoso passato. E’ così che la Fondazione Varrone ricorda oggi con sincera commozione la figura esemplare di monsignor Chiarinelli – don Lorenzo per tutti – attento ai grandi temi dello spirito e dell’etica come alla vita delle persone che hanno avuto la fortuna di incontrarlo. “Bisogna riorganizzare la memoria. Quando una persona perde la memoria è una tragedia, ma può capitare ad una comunità ed è anche peggio – disse don Lorenzo al pubblico che affollava San Giorgio quella sera – La mia non è nostalgia, né desiderio di ritorno al passato. Di un albero si mangiano i frutti ma si coltivano le radici. Ed è questo che va fatto”. Di monsignor Chiarinelli la Fondazione Varrone custodisce nella biblioteca purtroppo ancora chiusa di Largo San Giorgio una parte del suo enorme patrimonio librario e ricorda l'intensa e preziosa attività di educatore per generazioni di reatini. Lascia dietro di sé un’eredità spirituale e culturale ricchissima, che avrà bisogno di tempi lunghi e studi approfonditi perché non vada perduta ma che merita di essere messa a frutto per il bene della città.

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