Chiesa di Sant'Agostino

  • Condividilo su:

La Fondazione, ha provveduto a consistenti lavori di restauro sia all’interno sia all’interno della imponente Chiesa di S. Agostino. E’ stato realizzato un coro ligneo nel rispetto della storica ed artistica monumentalità della Chiesa, si è provveduto al rifacimento del pavimento della sagrestia nonchè al restauro di rilevanti arredi. I lavori sono stati completati con il restauro del portale in pietra e della lunetta dipinta ad affresco della facciata della Chiesa e dell’intera pavimentazione della navata centrale. E’ stata altresì restaurata la prima cappella di sinistra della Chiesa ed il portale laterale. La poderosa struttura architettonica, grazie agli interventi della Fondazione, riflette oggi un positivo rapporto fra le necessità religiose e le manifestazioni concertistiche di caratura internazionale, considerato che più di ottocento persone possono assistere a tali eventi organizzati dalla Fondazione stessa.

La chiesa di Sant’Agostino, di cui si ha notizia dal 1252, fu fondata dagli Agostiniani, una comunità facente parte degli Ordini Mendicanti, insieme ai Francescani ed ai Domenicani, che si insediarono a Rieti nel corso del XIII secolo. Le chiese mendicanti sono caratterizzate da una struttura basilicale, atta ad accogliere i fedeli perché fossero indottrinati attraverso la predicazione e l'osservazione della Biblia pauperum costituita da cicli pittorici che si snodavano lungo le pareti e vennero erette nelle libere città comunali, già dalla fine del XII secolo.

Nell’antica Piazza del Leone, antistante la chiesa di S. Agostino, si riunivano i parlamenti del popolo. E’ la sola chiesa che abbia conservato esternamente quasi intatta la struttura originaria. E’ in stile romanico-gotico, con influssi abruzzesi, ed ha una facciata rettangolare che termina, ai lati, in pilastri scorniciati e, in alto, in un attico orizzontale, alquanto aggettato. In alto il rosone, finestra circolare con colonnine disposte a raggiera, fu rifatto nel 1901, dallo scultore Primo Cavoli, su disegno di Angelo Blasetti. In alto svetta un campanile romanico con la caratteristica pianta quadrata e influssi lombardi che si concretizzano in archetti pensili sovrastati da leggere cornici e in due ordini di bifore che lo rendono slanciato ed elegante. Lo completano quattro campane del Settecento, poste nella cella superiore. La chiesa è a croce latina ed ha una copertura a capriate lignee. Ha una navata unica ampia ed illuminata che termina con tre absidi, coperte di volta, di cui la centrale, più grande e formata da un semiottagono, ha una bella ed elegante trifora, fiancheggiata da due bifore; mentre le laterali, formate da un semiesagono, hanno un finestrino allungato a tutto sesto e resti di pitture murali cinquecentesche. In fondo al braccio sinistro del transetto si trova una tela, raffigurante l’Estasi di S. Rita da Cascia, risalente al 1643 e firmata dal cav. Lattanzio Niccoli. Sempre nel transetto è rappresentata la Strage degli Innocenti, opera, recentemente restaurata, del 1712 eseguita da Ludovico Carosi.

Nella parte superiore è raffigurata la Fuga in Egitto di scuola veneta. Nella parete destra, poco prima di arrivare al transetto, è il Monumento di Angelo Maria Ricci, opera di Giuseppe Fabris. Accanto è una pregevole tela di Giangiacomo Pandolfi, raffigurante la Vergine col Bambino tra S.S. Agostino e Monica, del 1599. Nel corso del XVIII secolo, quando la chiesa venne adeguata alle richieste del Concilio di Trento, furono realizzati gli altari laterali, impiantati sulla primitiva struttura e totalmente coperti gli affreschi tardo medievali.

Non è la prima volta che affreschi medioevali che decoravano chiese romaniche, sono scomparsi in seguito alla frenesia decorativa barocca dietro altari e cappelle, che li hanno occultati per secoli. A questa frenesia si aggiungeva anche il culto controriformista, che privilegiava la sontuosità degli stucchi alla semplicità devota degli affreschi. Particolarmente elegante è il chiostro che collega il convento e la chiesa, rimodernato nel corso dei secc. XVI-XVII.

La Fondazione non ha fini di lucro e persegue esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico.  Fondazione Varrone, via Crispolti n. 22 02100 Rieti - info@fondazionevarrone.it - C.F. 90012780574 - Cookie policy