Auditorium Varrone

La Chiesa di Santa Scolastica è una struttura monumentale che è stata ristrutturata nella convinzione, come più volte evidenziato, che il concetto di bene artistico e culturale non può prescindere da quello di "risorsa" per dare impulso concreto alla crescita socio-economica. Il comodato stipulato con la Diocesi di Rieti, ha permesso alla Fondazione di creare un "Auditorium" che, da tempo, ospita manifestazioni culturali di vario genere, tutte di valenza eccezionale a beneficio delle esigenze espresse, di volta in volta, dal nostro territorio.

Le necessità dell’Auditorium possono contare anche sul pregevole e monumentale Organo in legno scolpito e dorato realizzato nel 1736 dal Catarinozzi e, anch’esso, completamente ristrutturato dalla Fondazione.

Noto a partire dal XIV secolo, il monastero benedettino di Santa Scolastica eretto lungo la duecentesca via del Corso fu incrementato durante l’episcopato del cardinale Angelo Capranica (1450-1468) che vi associò le comunità extra moenia di Santa Margherita e Sant’Andrea in Campo Reatino. All’apostolo Andrea fu intitolata la chiesa costruita sul finire del Quattrocento a fianco del monastero, in memoria dell’antico insediamento. L’età post tridentina portò ad un incremento delle vocazioni, oltre che al necessario riassetto liturgico della chiesa. Nel XVII secolo, si decise dunque di ricostruire e fundamentis un edificio più grande ed adatto alle nuove esigenze della comunità monastica. Nel 1695, fu dato all’architetto Giovanni Fontana l’ incarico di progettare la nuova chiesa di Santa Scolastica.

I lavori, intrapresi al tempo del vescovo Ippolito Vincentini (1660-1702) che pose la prima pietra il 3 aprile 1696, furono compiuti nel corso di un ventennio. Il primo maggio 1717, il vescovo Bernardino Guinigi (1711-1724) poté infatti solennemente consacrare la nuova chiesa delle benedettine di Santa Scolastica. L’architetto romano propose di orientare l’aula a croce greca disponendo a sud l’altare maggiore. L’edificio, caratterizzato dalle armoniose volumetrie, affaccia sulla via mediante un portico in travertino e laterizio, ed è sovrastato da un elegante, maestoso tiburio ottagonale su cui s’innesta il lanternino.

L’interno è ampio e luminoso, decorato preziosamente dagli stucchi di Antonio Maria Ravazzani. L’abside, progettata da Filippo Brioni e realizzata dal marmorario Domenico Blasi intorno alla metà del XVIII secolo, fa da cornice all’altare maggiore in cui è la tela di Girolamo Pesci raffigurante L’Assunta, San Benedetto, Santa Scolastica, Santa Margherita e San Silvestro papa. Presso l’altare laterale destro fu collocata la tela proveniente dalla vecchia chiesa di Sant’Andrea raffigurante il Martirio di Sant’Andrea, già documentata nel 1605 negli Atti di Sacra Visita del vescovo fra Gaspare Pasquali (1604-1612).

Già attribuito ad Andrea Sacchi, il dipinto viene riferito dalla critica più aggiornata alla cerchia di Annibale Carracci. Per l’altare laterale sinistro, il pittore reatino Antonino Calcagnadoro realizzò nei primi anni del Novecento una tela raffigurante La consegna delle tavole della Legge a Mosè. Si tratta dell’ultimo intervento decorativo realizzato per la chiesa di Santa Scolastica, già delle Benedettine, affidata al tempo delle soppressioni napoleoniche dal vescovo Saverio Marini alla Società di San Luigi Gonzaga, a cui seguì nel 1816 la Congregazione degli Amanti di Dio, eretta al rango parrocchiale ed assegnata ai Padri Scolopi sul finire degli anni Venti del Novecento, dopo l’abbattimento della chiesa di San Giovanni in Statua.

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